Fatturazione Elettronica Obbligatoria

Che cos’è la “Fatturazione Elettronica”?

  • Con il termine di fatturazione elettronica ci si riferisce alla possibilità di emettere e conservare le fatture in solo formato digitale, possibilità introdotta in Italia dal Decreto Legislativo del 20 febbraio 2004, n. 52 e dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004.

    Il quadro legislativo di fatto regola diversi modelli di “fatturazione elettronica”, dalla semplice trasmissione elettronica delle fatture alla fatturazione elettronica in senso proprio.

  • La fatturazione elettronica risulta essere quel processo in cui una fattura elettronica – in formato digitale provvista di riferimento temporale e della firma digitale dell’emittente – nasce, viene trasmessa e viene conservata sia dall’emittente che dal ricevente esclusivamente in formato elettronico. È evidente quindi che la fattura elettronica per essere tale deve garantire autenticità (grazie alla firma), integrità del contenuto e leggibilità ai fini della consultazione ed esibizione.

Come previsto dalla nuova Legge di Bilancio 2018 l’obbligo di fare fattura elettronica tra Privati sarà realizzato in tre fasi distinte:

  1. 1. Dal 1° luglio 2018 limitatamente alle operazioni relative alle cessioni di benzina, o gasolio per motori, e per le prestazioni di subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici;
  2. 2. Dal 1° settembre 2018 si vedrà l’obbligo di emissione fatture elettroniche tax free shopping, ossia per gli acquisti di beni del valore complessivo, al lordo dell’Iva, superiori a 155 euro destinati all’uso personale o familiare, da trasportare nei bagagli personali fuori del territorio doganale della UE;
  3. 3. Dal 1° gennaio 2019 si vedrà l’avvio dell’obbligo allargato a tutte le operazioni tra soggetti privati titolari di partita IVA, comunemente noto come B2B, e verso i consumatori finali, noto come B2C. Sempre nella stessa data ci sarà l’abolizione dello spesometro per quanto concerne la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute. Le nuove disposizioni non si applicano ai soggetti che applicano il regime forfettario e quelli che continuano ad applicare il regime dei minimi che, pertanto, sono esonerati dal nuovo futuro obbligo.

I benefici della fattura elettronica

  • Uno dei primi benefici ottenibili passando da un processo tradizionale (fattura cartacea) alla fatturazione elettronica, lo si evidenzia per quelle organizzazioni che producono/ricevono un volume di fatture superiore alle 3.000 all’anno: in termine numerico il beneficio si assesta tra i 7,5 e gli 11,5 euro a fattura. I tre punti principali che guidano questo beneficio sono:

    • i risparmi legati alla riduzione dell’impiego di manodopera per attività di stampa e imbustamento;
    • il miglioramento della gestione di relazione con il cliente, sia in termini di tempo che di verifica dei processi di ricezione/pagamenti;
    • la gestione della conservazione digitale, che elimina totalmente i costi di gestione degli archivi cartacei.

    I benefici sono riscontrabili anche per chi gestisce un numero inferiore di fatture/anno, con focus maggiore sui miglioramenti della componente legata al “fare la fattura”. Ad esempio, se pensiamo ai possibili scenari di un processo di fatturazione attiva, vediamo che i costi per singola fattura possono variare tra i 2 e i 4 euro a fattura, a fronte del costo molto contenuto della fattura emessa dalla piattaforma Agyo. Nello specifico vediamo che il costo del processo gestito in maniera tradizionale, comprensivo della manodopera dedicata, è così suddiviso:

    • fattura spedita a mezzo posta – tra 2,9 e 3,7 €/Fattura;
    • fattura consegna a mano – tra 2,6 e 3,5 €/Fattura;
    • fattura inviata tramite posta elettronica (email o PEC) – tra 1,8 e 2,4 €/Fattura.

    Emerge chiaramente che oltre al valore economico evidente, il vero valore aggiunto della fatturazione elettronica è quello di poter stimolare le imprese ad emettere, ricevere e gestire documenti transazionali di business in formato elettronico elaborabile e creare così una vera cultura digitale nel nostro Paese.